“Un Uomo”, Angelo Travaglia

“Un Uomo”, Angelo Travaglia

Vita non degna di Vita nei campi di sterminio nazisti

Travaglia

Il 27 gennaio è diventato, dall’istituzione nel 2000 della Giornata della Memoria, una delle date topiche del calendario scolastico.

La legge istitutiva recita: «In occasione del “Giorno della Memoria” sono organizzati cerimonie, iniziative, incontri e momenti comuni di narrazione dei fatti e di riflessione, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado, su quanto è accaduto al popolo ebraico e ai deportati militari e politici italiani nei campi nazisti in modo da conservare nel futuro dell’Italia la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia nel nostro Paese e in Europa, e affinché simili eventi non possano mai più accadere».

Possiamo tuttavia affermare che non esiste una didattica della Shoah diversa o separata dalla didattica della storia, così come sia molto efficace, anche nell’affrontare il discorso delle deportazioni, utilizzare il metodo storico presente – passato – presente, cioè partire dal “vicino” spaziale o temporale, per poi declinare il discorso su scale e dimensioni più ampie.

La questione principale è l’invito ad evitare l’uso della Giornata della Memoria come se fosse un evento, un momento di solennità staccato dalla realtà presente.

Occorre far capire, soprattutto ai ragazzi, che la storia italiana e degli italiani ha molto a che fare con l’argomento, non solo per la lunga tradizione di discriminazione nei confronti degli ebrei che risale all’età romana, ma anche per le responsabilità del fascismo.

Pertanto, con il prezioso contributo di Paolo Stacchini, rotariano, e di alcuni docenti, abbiamo voluto presentare a margine della Giornata della Memoria una chiave di lettura diversa, una testimonianza sia diretta che mediata per il tramite di un libro dedicato ad “Un Uomo”, Angelo Travaglia che “sconfisse il nazismo con la testimonianza”.

 

Angelo Travaglia

«…Angelo Travaglia era nato a Piove di Sacco, in provincia di Padova, il 27 agosto 1923. La sua felice vita di bambino e di adolescente venne interrotta tragicamente quando, appena tredicenne, perse il padre che, barbaramente picchiato da alcuni squadristi, dopo quaranta giorni di coma, lo lasciò orfano. Pur essendo cresciuto in un ambiente fortemente contrario al regime, venne arruolato nell’esercito regolare. Tornato a casa dopo l’8 settembre, prese la strada delle montagne, militando nella lotta partigiana in Friuli, arruolato con la divisione Osoppo, Battaglione Patria.

Il giovane Angelo si distinse per aver preso parte a diverse operazioni (tra queste la cattura della gendarmeria tedesca di Tolmezzo in Carnia), ma, durante un rastrellamento, venne fatto prigioniero dalla Decima Mas.  Alcuni suoi compagni furono fucilati sul posto, altri, lui compreso, furono portati alle carceri di Udine, consegnati alle SS e, quindi, rinchiusi nei carri bestiame per essere spediti al campo di sterminio di Flossemburg in Alta Baviera. Travaglia, nel suo racconto, parlando del primo impatto, non si riferiva a prigionieri, ma a larve umane, spettri che si trascinavano in lenta dolorosa agonia….»

Raul Molinari 9-12-2008

 

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.