Lavoro, Legalità e Giustizia

gobino

È imminente una radicale riforma.
Le linee guida suggerite da un magistrato e da un avvocato.

A metà gennaio 2015 giungerà in Italia Jyrki Katainen, vicepresidente della Commissione Ue, per fare il punto con il governo italiano e le parti sociali sulle modalità per il lancio e l’uso del pacchetto mirato a scatenare 315 miliardi di nuovi investimenti continentali in tre anni. In quella sede vi sarà l’occasione per vedere come vanno le riforme, in particolare quella della Giustizia.
«Se non si abbattono gli ostacoli all’attività – dicono a Bruxelles -, sarà dura rilanciare il business».
La visita di Katainen consentirà quindi di valutare l’impatto delle riforme italiane in atto sulla Giustizia, le cui «gravi inefficienze», dicono le raccomandazioni Ue all’Italia di luglio, gravano pesantemente sull’inefficienza del sistema produttivo.
L’Italia negli ultimi mesi ha già fatto qualche passo per rilanciare gli investimenti (il Jobs Act fra tutti), ma ancora molta strada deve essere percorsa per rimuovere gli ostacoli. La riforma della Giustizia è uno dei passi più importanti.
Secondo il governo 12 sono i punti da cui partire per la riforma del sistema giudiziario italiano. Tra questi: la riduzione dei tempi del processo civile e il dimezzamento dell’arretrato, la riforma dell’ordinamento giudiziario, la responsabilità civile dei magistrati, le norme contro la criminalità economica, l’accelerazione del processo penale e la riforma della prescrizione, l’informatizzazione integrale e l’innovazione organizzativa del sistema giudiziario.
Sui 12 punti è stata promossa a giugno dell’anno scorso una consultazione pubblica e a novembre 2014 è entrato definitivamente in vigore il primo pacchetto relativo alla Giustizia e Processo civile. Con il punto di vista privilegiato e critico di un magistrato e di un avvocato cercheremo suggerimenti per trarne delle possibili linee guida.

Roberto Ponzio
Classe 1947, laureato in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Torino, è iscritto all’Ordine degli avvocati di Alba dal 1973 e dal 1987 all’Albo speciale degli Avvocati ammessi al patrocinio dinanzi alla Corte di Cassazione ed alle giurisdizioni superiori. Rotariano del Club di Alba dal 1998, è titolare dell’omonimo Studio Legale in Alba, dove negli ultimi anni si sono aggiunti i figli avvocati Matteo e Roberta. Impegnato fin dall’inizio contro la soppressione del Tribunale di Alba, ritenuta non solo un’ingiustizia, ma una presa in giro, recentemente lo abbiamo visto anche partecipe nell’edizione del libro, di Giulio Parusso, dedicato al papà Commendator Roberto Ponzio, Re del Tartufo Bianco d’Alba.

Luigi Riccomagno
È stato Procuratore Capo presso il Tribunale di Alba fino all’anno 2008, quando è poi diventato Avvocato Generale presso la Procura della Corte d’Appello di Torino. Dopo molti anni d’impegno come magistrato ha lasciato la toga nello scorso anno 2014.