Piero Ghiacci il Partigiano Johnny

Tornato ad Alba in Piemonte all’indomani dell’8 settembre, Johnny, studente di letteratura inglese, parte solitario per le colline delle Langhe e si unisce alla prima banda che incontra capeggiata da un comunista. Quando questa formazione é costretta a sbandare sotto l’attacco tedesco, Johnny non prova a riunirsi ai superstiti né cerca di tornare a casa. Va invece con le formazioni azzurre, composte da militari dell’ex-esercito regio.

Il loro capo, Nord, lo affida al presidio di Mango come secondo del tenente Pierre. Anche qui Johnny non si sente a proprio agio. Dopo la drammatica perdita di Alba, il gruppo di Nord, inseguito dai nazifascisti, scappa per boschi e forre. Johnny riesce a salvarsi, trovando rifugio nella cascina della contadina Rina.

Mentre gli altri si disperdono (Pierre presso la fidanzata, Ettore prigioniero dei fascisti), Johnny passa l’inverno del ’44 da solo nella cascina saccheggiata. E in questa condizione estrema, tra fame freddo e spie, trova le vere motivazioni del suo trovarsi lì e si sente più maturo. Alla fine dell’inverno, Johnny é uno dei pochi partigiani sopravvissuti. Quando la rinata formazione di Pierre parte all’inseguimento di una pattuglia fascista, Johnny é il primo a farsi avanti. I partigiani però cadono in un’imboscata: Johnny assiste alla morte di altri due reduci dall’inverno, Set e Tarzan. Allora, rimasto senza munizioni, afferra l’arma di Tarzan e si alza per sparare ancora. Due mesi dopo la guerra era finita.

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