Ricordo di Paolo Stacchini

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Ricordo di Paolo Stacchini

Il 14 di settembre, all’età di ottant’anni, è mancato il nostro socio Paolo Stacchini, che ha dedicato gran parte della sua vita agli altri, interpretando con passione e sensibilità l’idea rotariana di servizio.

Gli amici lo hanno ricordato durante la conviviale del 15 settembre a Ca’ del Lupo di Montelupo attraverso le affettuose e commosse testimonianze di Ico Turra e di Cesare Girello.

Paolo Stacchini si era laureato in scienze aziendali e si era specializzato nelle ricerche di mercato legate al campo alimentare; ufficiale al merito della Repubblica Italiana, scrittore e giornalista, collaboratore di Gazzetta d’Alba, aveva pubblicato testi di vario argomento: con raffinata delicatezza aveva affrontato il tema della memoria (“Un uomo” Angelo Travaglia. Vita non degna di vita nei campi di sterminio nazisti, 1997, Santa Vittoria d’Alba. “Cosa raccontare al Duemila”. Due secoli sotto la torre: interviste, storia, storie, umanità, 1999) o divulgato le sue conoscenze specifiche (Il vino, 1979; Mercury in food, 1996).

Docente esperto di alimentazione, era responsabile del controllo qualità del Mercato del Tartufo Bianco di Alba ed ideatore dell’analisi sensoriale, assaggiatore di formaggi e vini, maestro Onav e Onaf, storico collaboratore di grandi aziende come il Gruppo Giordano e Vezza; presidente del gruppo di Protezione civile, come membro della Commissione Provinciale Scuola, ha svolto una attività capillare di sensibilizzazione sul tema della gestione delle emergenze presso gli Istituti scolastici del nostro territorio. Si è sempre distinto per una appassionata dedizione agli altri, collaborando in prima persona alle iniziative di soccorso, come durante il sisma che ha colpito Amatrice.

Colto e competente, era sempre disponibile e sorridente: “le persone perbene che sanno sorridere restano giovanili nei sentimenti” amava dire; aveva recitato nel ruolo di se stesso nel film “The truffle hunters”, presentato lo scorso inverno al Sundance Film Festival. La sua scomparsa lascia un vuoto incolmabili per i suoi amici rotariani: “Sant’Agostino ti considererebbe ora non assente, ma invisibile. Terrai i tuoi occhi pieni di luce nei nostri pieni di lacrime”.