La Mostra Antologica di Carlo Carrà

La serata del 15 Gennaio 2013 era dedicata alla visita della Mostra Antologica di Carlo Carrà allestita dalla Fondazione Piera, Pietro e Giovanni Ferrero.
A conclusione del breve momento conviviale dell’apericena presso il “nuovo” Ristorante “Mami” di Piobesi il socio Roberto Santero ha preso la parola per tratteggiare a grandi linee i contenuti principali della Mostra, curata da Maria Cristina Bandera, Direttrice della Fondazione Longhi di Firenze.
Carrà Le-figlie-di-Loth Dopo essersi innanzitutto scusato con i soci presenti per non aver potuto illustrare la Mostra stessa alla Fondazione Ferrero come da accordi presi, causa importanti impegni di lavoro che sono venuti a sovrapporsi nella giornata prevista per la visita, Roberto ha ringraziato il Club per lo stimolante incarico ricevuto.
Infatti grazie alla necessità di documentarsi, per potersi presentare ai soci con una minima specifica preparazione, ne ha di fatto ottenuto un personale arricchimento in merito ad una figura pittorica che, pur conosciuta, non rientrava tra quelle di suo particolare interesse.
Dopodichè si è soffermato sui due momenti importanti della fruizione di una qualsivoglia opera d’arte, pittura, scultura, architettura, musica, cinema, performance artistica e quant’altro.
Il primo rappresentato dalla risposta emotiva che provoca l’accostarsi ad un opera d’arte o evento artistico, che si basa innanzitutto sulla sensibilità individuale, dopodiché sul background culturale generale e/o specifico nella materia oggetto di esposizione, in ogni caso, ampliando la visuale, non soltanto su tutta la massa di esperienze nella materia specifica o nell’arte in generale bensì anche sulla sommatoria di tutte le altre esperienze di vita, sulla base delle quali è venuta a formarsi la personalità del fruitore nel momento in cui si accosta all’opera d’arte.
E non può non esserci risposta, quale che essa sia, laddove anche l’indifferenza è comunque la manifestazione di un sentimento provocato nell’animo dal contatto con l’opera d’arte.
Certamente è meglio allorchè si prova piacere fino ad arrivare alla completa condivisione empatica del messaggio dell’opera d’arte stessa, che può essere tra l’altro diverso, anzi normalmente è diversificato per ciascuno di noi, proprio perchè ciascuno di noi ha precedenti esperienze di ogni tipo comunque diverse.
L’altro momento è rappresentato dal confronto di idee in primis fra gli amici compartecipi dell’evento espositivo, eppoi con altre persone anche in momenti diversi e staccati dall’evento in questione.
carrà pino sul mare Questo secondo aspetto è anch’esso altrettanto arricchente quanto le sensazioni provate in prima persona, proprio perché lo scambio di idee fa emergere i diversi approcci rivenienti dalle precedenti esperienze.
Sicchè si evidenziano i differenti giudizi/apprezzamenti sull’artista, su alcune opere e/o periodi dell’artista, spesso molto diversi in persone anche apparentemente affini come personalità, attività professionale, gruppo sociale di appartenenza e così via..
In questo modo dal confronto di idee ciascuno di noi finisce per mettere meglio a punto l’opinione sulle opere ed in definitiva sull’artista.
Partendo da questi presupposti Roberto, anziché fare una relazione nel senso classico del termine ha chiesto agli amici presenti, reduci dalla visita guidata alla Mostra su Carrà, di indicare quali fossero le opere che erano loro piaciute di più, cercando di precisarne in qualche modo le motivazioni.
L’approccio dialogico ha permesso il coinvolgimento di molti dei soci presenti che hanno rappresentato le loro idee in merito alla mostra ed all’artista ed ha altresì di fatto interessato tutti i presenti, consentendo a Roberto di puntualizzare elementi importanti, quali ad esempio la nozione che il Futurismo, del quale Carlo Carrà è stato uno dei protagonisti principali, sicuramente il principale in termini pittorici, essendo stato assieme ai colleghi pittori Boccioni, Balla, Severini, ed al poeta Marinetti, co-autore del Manifesto stesso del Futurismo, è stato l’ultimo movimento artistico importante espresso dall’Italia.
Di lì in poi l’Italia, che per secoli era stata la “culla dell’arte” grazie ad artisti ed opere che ancora per tanto tempo ci daranno la supremazia artistica a livello mondiale, nel campo artistico ha ancora avuto protagonisti importanti, ma sempre nell’ambito di movimenti artistici che hanno visto la nascita ovvero lo sviluppo in terra straniera o comunque la leadership in mani straniere.
Sono stati trattati ovviamente i vari periodi artistici fondamentali della pittura di Carrà; dopo il Futurismo, in merito al quale è stata sottolineata la bravura del pittore nel rendere l’ebbrezza della velocità uno dei valori fondamentali del Futurismo basato sull’euforia generata dalle possibilità offerte dall’avanzamento tecnico degli inizi del ‘900, il Periodo Metafisico molto influenzato da De Chirico, soprattutto il periodo degli anni Venti-Trenta, a giudizio dell’oratore il più significativo.
Si tratta del periodo dei cosiddetti “Valori Plastici” e poi del periodo del “Realismo Mitico” o “Realismo Lirico” ovvero quello dei capolavori “Le Figlie di Loth”, “Pino sul mare”, “L’Attesa” e della “Donna sulla spiaggia” .
Esaminati ancora a grandi linee i paesaggi, le marine e le opere della maturità, la serata si è conclusa con la manifestazione da parte dei presenti dell’apprezzamento per la formula che ha innescato una piena partecipazione dei soci alla serata.Carrà Donna sulla spiaggia

Questo articolo ha un commento

  1. stacchini

    ottimo!

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