Lettera del Governatore, Ottobre 2014

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ggroppoCari Amici,

Il Rotary International dedica il mese di Ottobre all’Azione Professionale, che è una delle cinque Vie di Azione.
Sul Manuale di Introduzione all’Azione Professionale del Rotary si riporta che: “I Rotariani possono far leva sulla loro posizione nel mondo imprenditoriale e professionale per promuovere con l’esempio elevati standard etici tra i dipendenti, i collaboratori e nella comunità in generale”.
Ogni rapporto di lavoro rappresenta un’occasione per incoraggiare il comportamento etico, come dimostrano i seguenti esempi:
– al momento dell’assunzione dei dipendenti o durante la loro formazione poniamo l’enfasi su onestà, senso di responsabilità, equità, correttezza e rispetto;
– lodiamo e incoraggiamo il comportamento esemplare;
– dimostriamo il nostro impegno a perseguire norme etiche di comportamento nei rapporti con i clienti, i fornitori e i partner aziendali.
L’impegno del Rotary nei confronti dell’etica e della responsabilità sociale è enunciato nel seguente paragrafo del Rotary Code of Policies (26.020.1):

sin dalle sue origini, il Rotary ha creato una filosofia basata sull’integrità nelle imprese e nelle professioni. I Rotary club e i singoli Rotariani si impegnano nell’Azione professionale e in elevati standard etici in tutte le loro interazioni. Questi principi sono riepilogati nell’Obiettivo del Rotary, nei nostri valori fondamentali (servizio, amicizia, diversità, integrità e leadership), nella Prova delle quattro domande e nel Codice deontologico del Rotary e vengono messi in atto tramite la nostra rete mondiale di Rotary club e di Rotariani;

per il Rotary International, la propria responsabilità sociale di organizzazione si riassume nell’impegno alla trasparenza amministrativa, nella gestione responsabile delle risorse finanziarie e dell’ambiente, e in politiche occupazionali eque.

Cari Amici, è proprio così ?

Le società industriali e finanziarie hanno un codice etico, la certificazione etica, redigono un bilancio etico, tanto si ha l’impressione che l’etica sia confinata da queste grandi società in una sorta di “riserva indiana”, mentre l’etica deve diventare per tutti un vero dovere morale sul quale impostare in maniera coerente la propria vita, la pienezza della realizzazione di una persona, il poter rispondere con tutta la propria vita alle istanze di bene che la nostra storia ci presenta.
C’è bisogno di un nuovo orizzonte nel quale ogni scelta e ogni indirizzo tengano conto del bene comune e della felicità complessiva di ogni persona.
Kierkegaard ha scritto “Aut – Aut”, un testo chiave dell’esistenzialismo, pubblicato per la prima volta nel 1843, nel quale attraverso la contrapposizione tra vita estetica e vita etica, attua il compito della realizzazione di sé in quanto individui.
Sebbene etica, economia e lavoro siano tre concetti strettamente collegati tra loro, le teorie economiche moderne sanciscono il primato del comportamento razionale inteso come massimizzazione dell’interesse personale: l’unico criterio è dunque quello dell’efficienza economica e delle utilità individuali. Questa visione seppur lecita non è sufficiente ed è strettamente collegata all’allontanamento dell’economia e del lavoro dall’etica. Oggi l’etica viene meno in quanto superata in termini di importanza e di urgenza da obiettivi di profitto nel breve periodo.
L’etica trova una ragione più forte nel momento in cui entra in gioco la responsabilità personale, attraverso il richiamo alla propria coscienza, così che l’individuo viene chiamato in prima persona ad un comportamento che lo riguarda direttamente.

“Service above self” – nella traduzione italiana ufficiale “Servire al di sopra di ogni interesse personale” – è il motto ufficiale del Rotary, in modo conciso la filosofia del Rotary.
Secondo lo statuto del Rotary, gli obiettivi cui tutti i Rotariani devono tendere sono:
lo sviluppo di rapporti interpersonali intesi come opportunità di servizio;
elevati principi morali nello svolgimento delle attività professionali e nei rapporti di lavoro;
il riconoscimento dell’importanza e del valore di tutte le attività utili;
il significato dell’occupazione di ogni Rotariano come opportunità di servire la società;
l’applicazione dell’ideale rotariano in ambito personale, professionale e sociale;
la comprensione, la buona volontà e la pace tra i popoli mediante una rete internazionale di professionisti e imprenditori di entrambi i sessi, accomunati dall’ideale del servire.

Successivamente alla stesura dello statuto rotariano, nel 1932 il Rotariano Herbert J. Taylor concepì la “prova delle quattro domande”, un codice etico che undici anni più tardi fu adottato ufficialmente dal Rotary.
La prova, tradotta in oltre 100 lingue, consiste nel porsi quattro domande fondamentali.

Ciò che penso, dico o faccio: risponde a verità?
È giusto per tutti gli interessati?
Promuoverà la buona volontà e migliori rapporti d’amicizia?
Sarà vantaggioso per tutti gli interessati?

Ciascun Rotary Club sceglie i propri soci tra i rappresentanti delle categorie professionali operanti sul territorio e sono considerati possibili candidati le persone adulte di buona reputazione, in particolare i titolari, soci, amministratori o funzionari di un’impresa, le persone che esercitano un’attività o una professione stimata, le persone che ricoprono un’importante posizione in un’impresa o professione rispettabile e riconosciuta, con funzioni direttive e autorità decisionale; i leader nelle proprie comunità, nonché persone con particolari meriti culturali.
Questo vuol dire recepire i principi etici senza scriverli, a patto che siano in seguito vissuti coerentemente in prima persona.
Wilhelm Stenhammar, Presidente del Rotary International ebbe a dire che

“…i rotariani non possono fare tutto da soli.
Spesso i risultati migliori li otteniamo con le altre associazioni che condividono i nostri obiettivi e i nostri ideali”

E’ indispensabile allora saper coltivare una rete di relazioni non solo all’interno del Rotary ma anche con tutti gli stakeholders che vi hanno interesse al fine di sensibilizzarli, responsabilizzarli e coinvolgerli nella creazione di una catena del valore alla quale ciascuno possa in rapporto al proprio ruolo, portare il proprio contributo.
Scriveva Emilie du Chatelet nel Discorso sulla felicità che

“la nostra felicità non dipende soltanto dalle gioie attuali ma anche dalle nostre speranze e dai nostri ricordi. Il presente si arricchisce del passato e del futuro”.

Da Paul Harris sino ad oggi il Rotary si è sviluppato grazie a tanti uomini, leader nella propria comunità e nel proprio lavoro, che hanno fatto della buona reputazione l’essenza della propria esistenza: su questi princìpi e non su altri, poggia il senso della nostra appartenenza, di quello che siamo e possiamo generare, di tutto ciò che permetterà alla nostra Organizzazione di servire, senza finzioni e senza inganni, questa nostra Società per le generazioni che verranno.

Giorgio