Incontro delTCSC_0874 22 settembre 2015

Qual’è la differenza tra un “service” – un “servizio” – realizzato da un Rotary Club e un’opera di ‘carità’ (se preferiamo un quadro di riferimento religioso) o di “beneficenza” (in un contesto più laico e razionalista)?

Già il termine stesso, in italiano, si presta ad una interpretazione ambigua: “servire” qualcuno, ma anche –  e soprattutto – “servire a qualcuno”.

Noi immaginiamo, organizziamo, realizziamo sì programmi volti a migliorare una situazione sociale oppure un’esigenza civica, ma – qui sta il punto – non tramite l’utilizzo diretto delle nostre risorse sociali e/o economiche, quanto tramite la disponibilità all’impegno delle nostre capacità umane e professionali.TDSC_0858

Anche se in origine gli scopi del Rotary club prevedevano impegno e collaborazione nei confronti del circolo chiuso dei soci, in seguito gli orizzonti si sono allargati, rendendo progressivamente i rotariani “responsabili nei confronti della società in cui vivono”.
A differenza di altri club, che raggruppano individui sulla base di somiglianze come censo, razza, religione, il Rotary raggruppa individui diversi da questi punti di vista, ma che condividono la disponibilità e la capacità di comprendere i problemi altrui.

Anche se ancora oggi – soprattutto nei club europei – l’essere candidati all’accettazione in un Club rappresenta il pur giusto riconoscimento delle proprie doti e successo professionale, il possesso di queste qualità interiori dovrebbe essere incoraggiato e ricercato nei Soci e nei candidati a diventarlo.TDSC_0803