Lettera Programmatica

Governatore Gianni Montalenti




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Cari Amici,


è con grande emozione che mi accingo ad iniziare questa esperienza Rotariana. Emozione che viene innanzitutto da voi che avete risposto con entusiasmo ai miei incontri preparatori, SIPE e ASSEMBLEA DISTRETTUALE.
Con Désirée, che abbraccio sin d'ora per la pazienza sin qui dimostrata in questi anni e per quanto dovrà sopportare ancora, abbiamo affrontato la magnifica esperienza di San Diego che per certi versi ci ha fatto tornare indietro di qualche anno all'esperienza Olimpica che abbiamo vissuto 4 anni fa.
Abbiamo condiviso idee e esperienze con rotariani di tutto il mondo, rotariani che pur non parlando la nostra lingua, e magari non benissimo nemmeno l'inglese, ci hanno dimostrato con i fatti, con proposte e richieste la grandezza della nostra associazione. Cinquecentotrenta Governatori che avevano una linea comune: fare del bene al Mondo! (che peraltro è stato il principio che ha spinto Arch Klump a fondare nel 1917 la Rotary Foundation.)
Il mio percorso rotariano dal Rotaract ad oggi è stato accompagnato e certamente ispirato da temi internazionali di indubbio significato :
Come Presidente nel Rotaract di Torino Sud nel 1978/79 il tema era:
Andare Incontro (al prossimo)
Nel1980/81 come Rappresentate Distrettuale Rotaract il Presidente Internazionale di allora ci chiedeva di :
Trovare il Tempo per Servire,
Ed era il tempo di una nuova visione dell'evoluzione più volontaristica della missione Rotariana; erano anche gli anni della profonda trasformazione della Rotary Foundation.
Nel 1999/00 come Presidente del Rotary di Chivasso il tema proposto, forse uno dei migliori di sempre, veniva rimarcato il profilo etico che un Rotariano deve avere:
Agisci con Coerenza Credibilità Continuità,
Oggi, Ray Klingingsmith Presidente Internazionale 2010/11, ci dice :
Impegniamoci nelle Comunità Uniamo i Continenti
Il percorso Rotariano era già stato tracciato: Andare incontro al nostro prossimo, trovando il tempo per servire con coerenza credibilità e continuità; realizzato ciò, siamo quindi oggi in grado di dimostrare il nostro impegno nelle comunità ed unire i continenti.
Può sembrare un gioco di parole, un esercizio di fantasia, ma in realtà, questo ci fa capire la continuità del pensiero rotariano che ci ha fin qui guidati.
Analizzando attentamente il tema internazionale, il termine impegniamoci, in inglese, viene indicato con la parola Building, che significa Costruire e forse si addice di più alla natura del Rotariano come parte attiva nella società.
Impegno nelle comunità significa inserire il Rotary in maniera più efficace all'interno della nostra società, assumere un ruolo pubblico sempre più rilevante anche a supporto delle istituzioni. Una Comunità che si auto sostiene. Dice Ray Klinginsmith: "Lo spirito positivo che emerge nei nostri club ispira la comunità; e quando la comunità viene ispirata dal nostro servire e dalla nostra presenza, riusciamo a ispirare nuovi soci ".
Queste ultime parole certamente ci fanno capire quanto sia stimolante ed importante portare a conoscenza delle nostre comunità le nostre attività ed uscire da quella incomprensibile diffidenza nel promuovere quanto di positivo avviene nei nostri club.
Ma analizziamo un attimo cosa rappresenta la Comunità per il Rotary oggi, dove il Rotary oggi si colloca abituandoci, una volta per tutte, a pensare alla nostra associazione come International e non Local!
Alla recente Assemblea di San Diego, il Consigliere del Rotary International, un Board Director, J.T.Blunt indica così "en passant" che il suo club è inserito in una comunità di circa 7.500 abitanti (meno della metà della popolazione di Domodossola o Albenga, meno di Sestri Levante o Borgo San Dalmazzo) conta due club uno di 106 soci ed un altro di 73. Ben 179 Rotariani!
Cosa significa questo? Come si giustifica Blunt? Dice: "Che cosa ha determinato questa crescita? Non c'è stata nessuna iniziativa di tesseramento; non sono stati assunti consulenti; e non abbiamo nemmeno accettato dei soci a caso, tanto per fare numero. Siamo cresciuti perché abbiamo rivitalizzato i club. La crescita è diventata sinonimo di opportunità, forza, influenza, contributi. Non avevamo nemmeno preso in considerazione la possibilità di non crescere."
Oggi nessun Rotary club, in nessuna regione al mondo può permettersi il lusso di non crescere.
Lascio a voi fare una riflessione nei vostri club, e sopratutto una analisi delle professionalità delle nostre aree urbane che non sono più percepibili come un tempo, ed anche una relativa alla nostra presenza in quelle aree produttive dove no c'e Rotary e dove il Club più vicino è probabilmente a 20/30 km.
Abbiamo stabilito un modello incomparabile: un'associazione di professionisti affiatati, che condividono valori simili, che si sentono in dovere di servire gli altri e che provengono da Paesi e culture diverse. A volte con l'intento positivo di conservare l'effettivo, con magari una piccola dose di gelosia, tendiamo a blindare i nostri club, li consideriamo perfetti, non vogliamo variare gli equilibri interni, ed in quel momento inconsapevolmente ed inesorabilmente incominciamo il cammino verso il declino.
Ma come ci si rende appetibili in questa società dove la disillusione e lo scoramento verso l'istituzione, dove il fermento popolare si sta direzionando verso fenomeni di pericoloso populismo demagogico, mascherato da efficienza e lotta allo spreco?
Credo che la dimostrazione dei fatti della nostra attività incessante in ogni area del mondo oltre a ogni barriera politica e religiosa, ma anche sui nostri territori con particolari attenzioni verso specifiche necessità, siano gli strumenti migliori.
Ma per far questo ci vuole pratica nel gestire la Comunicazione, le Relazioni Pubbliche ed i Rapporti con i Media, ci vuole una azione coordinata su scala distrettuale e nazionale attraverso le nostre riviste le nostre pubblicazioni, riunioni e bollettini, e nuovi e prevalenti sistemi di comunicazione come web e "social network".
Qui il nostro ruolo è determinate per coordinare quanto di positivo ed efficace i nostri Rotariani con i loro Club "produrranno" ed hanno prodotto.
Chi ha già vissuto l'esperienza di Dirigente Distrettuale sa cosa vuol dire "strappare" le notizie ai club; sovente nella mia esperienza di Rotary Foundation era difficile seguire il progress di un service, sembrava quasi violare un'intimità.
Questo non va bene perché in questo modo impediamo di valorizzare il nostro lavoro.
Fare pubbliche relazioni vuol dire raccontare la nostra storia, fare pubbliche relazione è un riconoscimento pubblico al nostro lavoro svolto! I comunicati stampa e le interviste non servono a richiamare l'attenzione su di noi ma sui beneficiari del nostro operato: le famiglie che ricevono acqua sicura grazie al pozzo costruito con i fondi raccolti, il parco giochi che accoglierà bambini con disabilità fisiche, l'ospedale o la Missione che funziona grazie ai nostri volontari, i nostri studenti che vanno a studiare all'estero per merito delle nostre Borse di Studio. Questi sono in beneficiari che vanno valorizzati dalla nostra comunicazione.
È così che dipingiamo l'immagine del Rotary: mettendo in evidenza il legame tra l'associazione e ciò che facciamo.
Certamente coloro che non "servono" e non producono nulla o che "ghettizzano" i club in riunioni dopolavoristiche hanno ben poco per ispirare la propria comunità. Ma si tratta fortunatamente di poche realtà temporaneamente in difficoltà che saranno aiutate a ritrovare un corretto assetto; il nostro distretto ha una grande tradizione di efficienza ed efficacia in progettualità. La mia esperienza triennale nella Rotary Foundation mi ha fatto conoscere le fantastiche potenzialità dei nostri Rotariani.
Ma pensiamo ancora un attimo quali sono i canali affidabili ed efficaci della comunicazione oggi. Sono i tanto desiderati quotidiani, per i quali Presidenti o Governatori si dannano per pubblicare qualcosa? Non credo più oggi a questo sistema, il mercato ci sta indicando un altro percorso più efficace, forse un po' più pericoloso, ma decisamente più interessante. Il Web, la rete Internet, oggi ci offre lo spazio che non abbiamo mai avuto sui giornali, ci consente di pubblicare senza censure, ci consente una diffusione incredibile. La prova ne è che titolati quotidiani, in primis il New York Times, stanno concretamente pensando di fare il grande salto "dalla carta al computer".
Fate però attenzione a cosa comunicate con i vostri siti di Club: visitateli ed esaminateli come un qualsiasi visitatore che cerca nuovi modelli di ispirazione. Traete da soli le conclusioni. Il sito non serve solo a comunicare ai nostri soci il programma delle riunioni del club, ma serve innanzitutto a dimostrare il nostro lavoro svolto e come già detto, mettere in evidenza il legame tra noi rotariani e ciò che facciamo.
Il sito del nostro distretto, di cui dobbiamo essere orgogliosi, conta ad oggi, dopo cinque anni oltre 630.000 visite, ed il nostro blog (solo lo scorso anno) dove peraltro non scriviamo nulla purtroppo, ha ricevuto 32.000 contatti. Con nessun giornale possiamo contare una così grande attenzione diretta.
***
Ma a questo punto voglio porvi un quesito. Quanti di voi pensano di essere presenti al mio Congresso nel Giugno del prossimo anno? A quello di Antonio Strumia? E a quello del 2050?
Interessante vero? A San Diego questo è stato l'incipit per le considerazioni sulle Nuove Generazioni e secondo importante punto toccato dal Presidente Internazionale
NON C'E' SUCCESSO SENZA SUCCESSIONE
Le Nuove Generazioni sono basilari per la continuità della nostra associazione.
Se è vero che alcuni valori, atteggiamenti e aspettative talvolta possono far sembrare i nostri giovani ingenui, presuntuosi o persino offensivi, la generazione che si sta facendo avanti è fatta di persone generalmente consapevoli, ambiziose, innovative e tecnologicamente competenti. Per il Rotary sono caratteristiche promettenti, ma che rappresentano anche una duplice sfida. Innanzitutto, dobbiamo riuscire ad attrarre questi giovani affinché diventino i nuovi soci dei club. Molti di loro ed anche neo rotariani (permettetemi il sarcasmo) non sanno bene cosa sia il Rotary, perché esiste o cosa abbia fatto finora; quindi dobbiamo spiegarglielo. La seconda sfida consiste nel cogliere l'opportunità di sfruttare i vantaggi che questi nuovi soci possono offrire, coinvolgendoli in ruoli direttivi, nella gestione della comunicazione del club, anche a costo di sovvertire qualche consolidata abitudine.
Dobbiamo aprire le porte dei nostri club ai giovani. I giovani portano confronto, portano entusiasmo e nuove idee, a patto che si dia loro la possibilità di esprimerle ed anche di sbagliare. Non confiniamoli o costringiamoli ad un ruolo di apprendisti.
Il club è una famiglia ed in famiglia si vivono sia i successi che i fallimenti. Apriamo il nostri club al confronto e mettiamo in discussione molti dei nostri "dogmi elitari", non guardiamoli con la disillusa commiserazione di chi ha smesso di sognare.
La società urbana moderna è diventata molto efficiente nel segregare le generazioni, al punto che spesso ci troviamo solo fra coetanei nelle occasioni di socializzazione; se è vero che le giovani generazioni possono essere una fonte preziosa di energia, passione ed entusiasmo, è altrettanto vero che i giovani contano sugli adulti per ricevere consigli e farsi guidare dalla loro esperienza. Vedrete che molti nuovi soci e leader potenziali saranno attratti dal Rotary proprio per la possibilità di entrare in contatto con persone di generazioni precedenti. (a patto che ambedue siano presenti alle riunioni)
Qui s'innesta il concetto della pianificazione strategica di un Rotary Club ed anche di un Distretto.

Da diversi anni Evanston ci invita a pianificare programmi, attività, azioni comuni, successione alle cariche, consolidamento e mantenimento della compagine sociale di un club mantenendo un giusto equilibrio tra i nostri soci. Questo significa aiutare il club ad uscire dai personalismi, uscire da quei concetti datati ed inefficaci che identificano nella figura del Presidente l'unico fautore della fortuna (o sfortuna) del Club. Anche qui come detto prima il club (ed il Distretto) sono una famiglia ed in famiglia si condividono successi e fallimenti. Ma in ogni caso si condividono.

Ho vissuto il mondo del Rotaract, ed i discorsi di allora sono molto simili se non identici a quelli di oggi. Totale abbandono degli ex Rotaractiani e/o Borsisti (categoria di rango inferiore). Soglia minima di almeno 40/45 anni per entrare nei club. Non "destabilizzare" l'attuale assetto del proprio club con ingressi di elementi "troppo" giovani, ma nel contempo favorire l'ingresso di propri figli o nipoti in altri club (magari di manica più larga nelle ammissioni), e così via. .
Nel '68 quando i Rotary Club ­ mi riferisco al nostro distretto avviarono i Rotaract dimostrarono più coraggio di oggi, programmando una stagione molto efficace che durò all'incirca una quindicina di anni. Si interagiva molto con il Rotaract, anche a volte in termini paternalistici, ma si interagiva. Ma quel Rotaract è invecchiato insieme ai Rotariani, alcuni Rotaractiani, sono entrati nel Rotary, altri nei Lions, molti dimenticati. Gestire un Rotaract o un Interact significa lavorare per assicurarci il Futuro.
L'invecchiamento del Rotary oggi è anche causa anche di mancanza di "giovani figli di Rotariani" nei nostri Rotaract e Interact.
Quando decidiamo di accogliere giovani nei nostri club disponiamoci ad un franco confronto, cerchiamo di essere predisposti alla domanda "perché facciamo in questo modo e non in quest'altro" cerchiamo di essere preparati a dare delle spiegazioni sul nostro modo di condurre un club.
Negli ambienti più avanzati ci si comincia a rendere conto che la domanda "perché lo facciamo in questo modo e non in quest'altro" va vista come una straordinaria fonte di innovazione, più che come una sfida all'autorità.
Dopo tutto, i giovani hanno una prospettiva completamente nuova e una comprensione innata della tecnologia e delle esigenze attuali. Anche la seconda domanda è molto efficace: A cosa serve farlo? Il modo migliore di demotivare i soci e i leader giovani è farli sentire solo un'altra rotella dell'ingranaggio.
Non basta assegnare a ognuno un posto nella "catena di produzione" e dirgli cosa deve fare: bisogna spiegar loro in che modo il loro operato contribuisce allo scopo generale.
Tutto ciò, ovvero Comunicazioni e Nuove Generazioni, hanno però un denominatore comune imprescindibile per un efficace dinamicità dei nostri club: le nostre professionalità, quindi l'Azione Professionale quello che nel glossario Rotariano viene indicato con il termine Vocational Service.
Se andiamo a consultare i nostri "testi sacri" leggiamo : "L'azione professionale è lo strumento attraverso il quale il Rotary promuove e incoraggia l'applicazione dell'ideale del servire nell'esercizio quotidiano di ogni professione".
Analizziamo bene. Lo scopo iniziale di ogni attività professionale è squisitamente personale: come migliorarsi, guadagnarsi da vivere, accumulare denaro, come migliorare la propria posizione sociale. Ma man mano, però, che si acquisisce consapevolezza delle proprie qualità e capacità professionali viene quasi naturale per moltissimi incominciare comprendere il vero scopo della propria vocazione, ossia provare felicità e compiacimento dal vedere soddisfatti gli altri, dalla fiducia ottenuta conducendo gli affari in modo onesto, dall'impegno di essere stati utili agli altri tramite la propria professione.
La forza della nostra associazione risiede proprio nell'aver unito professionisti che hanno acquisito questa consapevolezza nelle loro professionalità, nell'aver unito professionisti che hanno elevati standard etici, che agiscono rispettando le regole della società, che promuovono l'eticità in ogni occasione. Un grande esempio deriva dalla forza propulsiva del loro agire coerentemente. Il modo migliore per meritare la fiducia degli altri è "tener fede alla proprie parola", agendo correttamente con le proprie convinzioni sia nella sfera personale sia in quella professionale.
Ray Klinghinsmith considera questo terzo punto indispensabile e legante con i primi due obiettivi. La forza della nostra associazione risiede nelle nostre professionalità, nella nostra capacità di servire la comunità locale ed internazionale attraverso le nostre professioni, (che per inciso non è quella di essere solo dei volontari) di ispirare i nostri ragazzi attraverso una irreprensibile condotta professionale, e a collaborare con loro per aiutarli nelle loro scelte future. La coerenza professionale che consente al Rotary di fare opinione nella sua comunità!
Promuovere quindi il Rotary nelle nostre comunità attraverso le nostre professioni. Ogni Rotariano ha il compito di promuovere l'associazione, a partire dall'abitudine di indossare il distintivo tutti i giorni!
Noi siamo una risorsa importante del Rotary, ma chiediamoci perché molti dei nostri professionisti non sono più "testimonial" del Rotary. Coinvolgiamo i nostri professionisti di eccellenza, chiamiamoli a partecipare ai nostri incontri come "protagonisti" della loro professione e come futuri "protagonisti" rotariani. Parliamo loro di Rotary. E' molto diffusa la pratica che definisco un po' sarcasticamente perdonatemi "subalpina", di non disturbare certi nostri soci importanti. Sembra quasi che questi rotariani concludano il loro mandato nel club con il loro ingresso, dopodiché entrano in un limbo dal quale non è più consentito risvegliarli ne tanto meno disturbarli. Demagogia o illusione? Forse. Ma guardate che questa categoria di eccellenti professionisti storicamente erano gli animatori dello spirito rotariano, erano coloro che hanno combattuto per essere rotariani anche in tempi politicamente ben più pericolosi di questi. La storia del Rotary Italiano lo dimostra. Bene coinvolgiamoli, facciamo conoscere loro il nuovo Rotary rendiamoli orgogliosi di far parte dell'associazione. Solo allora li avremo di nuovo dalla nostra parte.
Questi tre indirizzi sono le linee guida, di impostazione strategica, che seguirò e vorrei che seguissimo insieme nel nostro anno rotariano; Assistenti e le Commissioni Distrettuali sono già avviati in questa direzione.
Ovviamente non dobbiamo dimenticare i grandi "focus" operativi che da sempre animano oramai da anni le attività e le azioni del nostro sodalizio e che sono comunque sempre PRIORITARI :
· Sostegno alla Rotary Foundation, · Polio Plus e sfida 200 milioni · Acqua Pulita · Alfabetizzazione · Salute e Fame · Pace e sviluppo nelle comunità più bisognose.
Questi sono punti di forza delle nostre abituali azioni di club, sono parte già da tempo del nostro DNA. Sostenere la Fondazione è compito prioritario di Presidente e Governatore, e pertanto ritengo superfluo e non sostenibile un venir meno ad un nostro dovere.
Veniamo ora ad alcuni aspetti operativi che contraddistingueranno la nostra annata rotariana.
Innanzitutto il rapporto Distretto/Club. E' opinione di molti che esista una frattura tra apparato distrettuale e club, molti Presidenti vedono il Distretto quasi come un esattore, scarsamente vicino alla progettualità di club.
Nella mia visione rotariana il Distretto non rappresenta un "Super Club" formato da 88 soci che nel caso sono i Presidenti dei Club. Il Governatore non è promotore di nuovi service, un ideatore di attività, ma è un coordinatore della operatività delle Commissioni Distrettuali che operano attraverso la progettualità dei Club, meglio dei gruppi di Club.
Il Governatore gestisce un budget distrettuale che pur dovendo inevitabilmente sostenere l'opera di promozione dell'immagine del Rotary e del coordinamento delle varie attività, deve anche e fondamentalmente supportare la progettualità dei club. Il successo di un'annata rotariana deriva a mio modo di vedere, dalla complessiva consapevolezza dei Club della potenzialità operativa del Distretto attraverso il loro operato. E' compito del Governatore rendere i Rotariani orgogliosi di appartenere al sodalizio, non promuovendo nuove cose ma valorizzando quanto da loro prodotto.
Non proporrò quindi un Service Distrettuale, e siccome però, conosco la generosità dei Club nel corso delle visite distrettuali, vi chiedo sin d'ora di evitare qualsiasi regalo a me o a Désirée, ma se vorrete destinare qualcosa sappiate che dedicheremo ciò che raccoglieremo alle missioni in Kenya e Rwanda e Uganda che abbiamo visitato nello scorso Novembre.
Ho delineato un organigramma distrettuale ed budget di spesa direzionato alla progettualità. L'organigramma è un contenitore aperto a tutte le proposte, le Commissioni sono ben definite ed i loro Coordinatori sono Rotariani di alta esperienza. Le sotto commissioni invece sono spesso rappresentate da singoli rotariani che rappresentano dei punti di riferimento e aperte per tutti coloro (non solo singoli rotariani ma anche club completi), che vorranno focalizzarsi a questo o a quell'argomento sia a livello internazionale che a livello territoriale.
Il budget stesso che abbiamo presentato al SIPE e che spero vivamente sia stato oggetto, come da me richiesto, di una analisi nel corso di una assemblea di club in questo passato mese di Aprile, offre ingenti risorse finanziarie a sostengo della progettualità sia alle Commissioni Distrettuali che hai club.
Qual è lo scopo di tutto ciò? Rendere il Distretto un Centro di Servizi e Risorse per i club secondo quanto da molti auspicato.
Cosa comporta tutto ciò? Dipenderà dal coordinamento di un processo operativo che va dal Governatore agli Assistenti ai Presidenti di Commissione ai Club. E badate bene che ho appositamente detto Club e non Presidente di Club. Il Presidente non va lasciato solo ma deve essere guidato dal suo Consiglio e dall'intero club per il raggiungimento di un successo condiviso. L'interazione tra le Commissioni di Club, Assistenti Distrettuali e Commissioni Distrettuali dovrà essere efficacissimo.
Certamente ci saranno club con programmi già avviati che vorranno potenziarli attraverso la condivisione con altri, (badate bene che le risorse finanziarie saranno disponibili solo su progetti condivisi tra più club), e ci saranno invece club che non avranno progetti particolarmente salienti, e che potranno inserirsi condividendo quelli progettati e proposti da altri. Il denominatore comune sarà il lavoro di tutti e la condivisione delle azioni!
Come avverrà tutto questo? Attraverso le proposte dei club che saranno veicolate delle Commissioni e che saranno pubblicate sul nostro sito in apposite schede esplicative. Qui si entra nel vivo dello sforzo operativo che i club devono fare sull'argomento comunicazione. Come molti Presidenti ricordano abbiamo redatto un questionario: bene è stata un'ottima guida per la mia pianificazione, un importante fonte di consigli (per chi ha voluto darli!). Grazie a quanti l' hanno compilato doviziosamente e grazie anche a coloro (pochi) che non l'hanno degnato di nota che involontariamente hanno dato comunque una informazione importante.
Bene avevo indicato di segnalare esperti di comunicazione,molti lo hanno fatto. Questi amici saranno le armi vincenti di quei club.
Ritorno allora a quanto detto nella prima parte del mio intervento: facciamo attenzione a cosa comunichiamo con i nostri siti di Club. Pubblicare i nostri service passati e presenti rappresenta un'ottima vetrina per dare comunicazione esterna sulle reali necessità di questa o quella comunità non condizionata da interessi trasversali. Queste comunicazioni di service e/o proposte di service saranno acquisite anche in fase di progettazione dalla Commissione Comunicazione (il processo è già iniziato) e saranno pubblicate sul sito distrettuale che fungerà da collettore di idee e quindi di club che vorranno seguire questo e quell'indirizzo.
Vorrei invitarvi a fare una riflessione sulla potenzialità non sfruttata dei nostri siti. Abbiamo in sito web di eccezione, aggiornamenti in tempo reale, statistiche mensili sempre aggiornate, spazi dedicati a Rotary Foundation, Alumni Rotaract e Interact.
Noi oggi ci lamentiamo di non trovare spazio sui giornali, ma attenzione, vogliamo proprio rivolgerci a solo quel 35 % della popolazione italiana che legge un quotidiano 3 volte alla settimana o al nemmeno 10% che lo compra tutti i giorni?
Credo di no, ma credo si debba essere molto interessati a quei 19 milioni di italiani che giornalmente consultano la rete e di questi oltre il 45% lo fa per la ricerca di consultazione di siti web. E l'età media di questa utenza è dai 25 ai 40 anni!
Ora esaminiamo realisticamente, che immagine diamo del nostro Club quando un utente si collega al nostro sito, quando 56 club su 88 non aggiornano da un anno le pagine di comunicazione e la maggior parte non comunica quello che si fa? Lascio a voi le debite considerazioni.
Ecco perché ci servono le nuove generazioni, insieme ai responsabili della comunicazione che sono nei nostri club, perché sui nostri siti possiamo pubblicare quello che vogliamo senza filtri e senza censure, e soprattutto gratuitamente e con possibili Rotariani che conoscono le nuove frontiere della comunicazione.
Entriamo ora un po' nel particolare delle Commissioni:
Rotary Foundation: La Fondazione rimane un punto di riferimento nel nostro Ditretto e nei nostri club. Va sostenuta, finanziata e soprattutto compresa. Ancor di più oggi con l'avvio del Piano di Visione Futura (solo per i distretti pilota al momento) si dovrà porre molta attenzione alla progettualità ed alla pianificazione dei Services. E' stata predisposta un'apposita sotto commissione per la formazione in merito al Piano di Visione Futura. E' già al lavoro per coordinare le informazioni per gestire il "passaggio di consegne" tra l'attuale modo di gestire i progetti ed il futuro. Rimangono prioritari i nostri obiettivi : Polio Plus, Sfida 200 ml., e sostegno al Fondo Programmi e Fondo Permanente. Le recenti informazioni pervenute dal Segretario Generale Ed Futa ci comunicano ottime notizie in merito al riassetto della situazione finanziaria ed all'ottenimento dei finanziamenti . La Fondazione ad oggi ha già ridotto le perdite del 2009 di oltre la metà e conseguito utili con alla fine del 2009 per circa 92ml circa 17ml dall'inizio dell'anno. La riserva è tornata in attivo per 3 ml rispetto ai 41ml del giugno 2009. Pertanto questa situazione ha permesso alla Fondazione di ripristinare le Sovvenzioni Paritarie (MG) ai precedenti massimi livelli del 2007/08.
Azione Interna: Qui si concentrerà certamente il tema che ci accompagnerà nell'intero anno. I 150 anni dell'Unità d'Italia. E' stata predisposta una commissione di autorevolissimi rotariani che certamente sapranno inserire, con manifestazioni informazioni e progetti, il nostro Distretto ed i nostri Rotariani nel percorso storico che ci condurrà alle celebrazioni di Marzo 2011.
I Premi "Voci dalla Finestra" e "Bruno Caccia" continueranno il loro abituale percorso di successo, saranno affiancati dal Premio Concorso "Luciano Pavarotti" che farà il suo debutto con in Novembre in co gestione con il Premio Viotti a Vercelli, concorso fra i più titolati al mondo per giovani talenti musicali che ha visto tra i suoi partecipanti grandissimi artisti tra cui lo stesso Pavarotti, e che sarà il compimento di una azione organizzativa complessa, che ha visto coinvolti due Govenatori, alcuni nostri Rotariani, la Famiglia Pavarotti, e gli Organizzatori del Premio Viotti . Sarà un premio internazionale dedicato a giovani cantanti lirici, per adempiere ai desideri del Maestro di consentire loro l'accesso alle più titolate scuole musicali del mondo; il nostro Distretto provvederà a premiare in ragazzo vincitore con una Borsa di Studio della Rotary Foundation.
Azione Professionale: Questa Commissione vedrà l'attuazione di quanto studiato negli anni precedenti sviluppando veri e propri corsi di formazione professionale per giovani che vogliono intraprendere una professione aiutandoli a orientarsi e renderli più consapevoli delle loro scelte e favorire anche la diffusione dei valori rotariani nel mondo delle professioni. Quindi l'Orientamento al lavoro, far incontrare i giovani con le "professioni", offrire strumenti per migliorare le loro competenze.
Fondamentale qui la consolidata collaborazione con il modo della Scuola e Università che in questi anni ha prodotto un sensibile avvicinamento del nostro Distretto al mondo dell'istruzione.
Azione di Interesse Pubblico :
Protezione Ambiente Dopo il trionfarle successo in quest'anno Rotariano che ha coinvolto rotariani, insegnanti, scuole e migliaia di bambini sulla corretta educazione all'uso dell'acqua, la commissione confermata d'ufficio sta elaborando nuove iniziative inerenti all'educazione all'ambiente sempre dedicate al mondo della scuola.
Censimento arte cultura Progetto che tenderà a coinvolgere i Club del Distretto, tutte le Soprintendenze di Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta, per un'attività a tutela e salvaguardia dei Beni Culturali non conosciuti e degradati del nostro territorio, attraverso la realizzazione di una catalogazione dei beni presenti e certamente sconosciuti alla medesime Sovraintendenze nelle varie nostre realtà locali. E' un progetto che vedrà anche coinvolti giovani e scuole in un'opera di catalogazione ordinata e metodica di questo immenso patrimonio "sommerso" e spesso non conosciuto delle nostre regioni. Sicuramente è un progetto ambizioso, non semplice e che richiede un grande lavoro di coordinamento e collaborazione, oltre che naturalmente delle partnership con diversi Enti pubblici ed ecclesiastici. Le risposte sinora ottenute sono di grandissimo interesse sia da parte delle Province e Regioni che delle stesse Sovraintendenze.
Ci vorrebbe un Amico Il Distretto appoggerà l'opera di Rotariani del Torino Ovest e del Torino che già hanno iniziato ad operare (e dei club che vorranno unirsi al progetto od anche quei club che vorranno "esportarlo" nella loro area), per sostenere corsi di formazione di volontari interessati a favorire l'integrazione sociale e delle persone affette da disturbi mentali, in collaborazione con il Dipartimento Universitario Interaziendale di Salute Mentale San Luigi Gonzaga e con il Dipartimento di Salute Mentale ASL TO3. Si realizzerà così la figura del "facilitatore della relazione" " Un Amico" che, senza essere un operatore istituzionale, può funzionare da ponte tra i servizi di cura e il paziente psichiatrico.
Il Rotary Campus Il successo che si delinea anche quest'anno del Campus per Disabili, comporterà forse una ricerca di un luogo più ricettivo per la prossima edizione. Valuterò quest'anno con gli organizzatori come procedere per la realizzazione della prossima edizione che ovviamente viene confermata.
Azione Internazionale:
Progetto Interdistrettuale "Sorella Acqua" Assisi 15/17 Aprile 2011 Grande evento interdistrettuale che vede per la prima volta impegnati tutti insiemi i Distretti Italiani sulle grandi problematiche inerenti all'acqua, sulle esperienze e i progetti attuati in questi anni. Sarà un grande evento che vedrà per la prima volta in Italia un Presidente Internazionale del Rotary International presente ad un evento organizzato dai Distretti Italiani,fuori dalle abituali visite di carattere diplomatico, insieme agli esponenti di Nazioni Unite, Unicef, Fao, World Bank ed Organizzazione Mondiale della Sanità. Tutto questo nella splendida atmosfera di Assisi e della Basilica Superiore, dove nella serata del 16 Aprile 2011 offriremo uno splendido concerto in collaborazione con la Comunità francescana. Le risorse alle quali attingeremo per la realizzazione dell'evento saranno in larga parte sostenute da AERA Associazione Europea Rotary per l'Ambiente. Per ottenere il contributo il nostro Distretto,per quest'anno, aderirà all'associazione dalla quale era uscita nel 2008 . Di questo ho chiesto l'approvazione in fase di approvazione di Bilancio.
Progetto "BRAVO" Collaborazione con la Comunità di Sant' Egidio e RC Cuneo Alpi del Mare per garantire la registrazione anagrafica dei bambini nel mondo e strappare questi bambini dall'invisibilità, per garantire loro la possibilità di esercitare appieno i propri diritti, per essere cittadini responsabili del Paese dove vivono. Come già recentemente avvenuto tra i club del Novarese e del Cuneese, proseguiremo nell'opera di collaborazione con la Comunità di Sant' Egidio nella diffusione nell'intero Distretto di questa eccellente iniziativa. Si stimano in circa 51 milioni i bimbi che ogni anno non sono registrati e quindi invisibili.
Progetto "Talassemia Marocco" Sostegno per l'ampliamento del Progetto 3H di grandissimo successo che in questi ultimi 3 anni è stato condotto con grande capacità dal RC Genova Nord, ed in particolar modo da Paolo Gardino e che ha avuto lo scorso anno l'onore della visita del Presidente Internazionale e della Regina del Marocco. Si cerca maggior collaborazione nel Distretto, ed in Rotariani di buona volontà, perché il progetto ha assunto dimensioni notevoli, ed altre città come Casablanca e Tangeri e Marrakech hanno richiesto di essere coinvolte. Ho deciso, quindi, di inserirlo in ambito Distrettuale per dare maggiore visibilità e offrire opportunità di operare anche a quei Rotariani e Club che si renderanno disponibili.
C.I.P. potenziamento dei comitati interpaese Ampliamento e sostegno a questi comitati internazionali che sono espressione di quell'Unire i Continenti come ci viene richiesto da Presidente internazionale. Nuovi inserimenti : Ungheria ­ Romania ­ Libano ­ Marocco. Nuove opportunità di lavorare insieme tra paesi in cui rotariani richiedono collaborazioni a tutti i livelli con lo scopo di favorire i contatti fra club e fra rotariani al di là delle frontiere nazionali.
Nuove Generazioni
La collaborazione con i Rotaractiani è già incominciata con la pianificazione di interventi e attività che coinvolgeranno l'Azione Professionale, e l'Azione Internazionale. Per la prima volta ho inserito in organigramma rotariano due Rotaractiani nella Commissione Volontari del Rotary, il programma comune Rotary/Rotaract che porterà ad una azione comune di volontariato pratico nelle missioni in Kenya che abbiamo aiutato a crescere . RYLA e RYPEN proseguiranno sul successo già confermato in questi anni. Altre "sorprese" sono in gestazione!
Lo Scambio Gruppi di Studio è pianificato quest'anno con il Distretto 2241 Rotary della Romania ed il Governatore Corneliu DINC . Come molti di voi sapranno la mia città Torino ospita una comunità Rumena di circa 30.000 immigrati, con il Governatore Rumeno abbiamo pensato di studiare questo grosso movimento di immigrazione attraverso le analisi dei gruppi che formeremo. Credo si possano sviluppare grandi sinergie.
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Bene in conclusione, vorrei dedicare ancora un piccolo spazio al Logo 2010/11.
Il messaggio è piuttosto chiaro: l'unità nazionale intorno alla nostra bandiera, che qui unisce simbolicamente le nostre regioni. L'ingranaggio del Rotary che simbolicamente aiuta la bandiera ad unire le regioni. E' un messaggio a sostegno delle celebrazioni dei 150 anni dell'unità nazionale, sulla quale qualche scellerato soggetto si permette di equivocare e porre delle pregiudiziali inaccettabili. Il non riconoscersi più nella bandiera e nell'unità nazionale è forse il confine non superabile dello sfascio istituzionale che stiamo vivendo.
Ho fiducia in questo Distretto, ho fiducia nelle potenzialità dei tanti rotariani che ho conosciuto in questi anni e che con entusiasmo in questi mesi si sono fatti avanti per proporre nuove azioni .
Lavoriamo insieme, accogliamo giovani nei nostri club, comunichiamo le nostre magnifiche attività, uniremo i continenti.
Il nostro passato rappresenta solo un preludio ai successi del futuro, Il meglio del Rotary deve ancora venire!
Con grande affetto