Lettera del Governatore

DICEMBRE MESE DELLA FAMIGLIA (Family Month)


La vita di famiglia perde ogni libertà e bellezza quando si fonda sul principio dell'io ti do e tu mi dai.

Henrik Ibsen, "Casa di Bambola" 1879
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Cari Rotariani,
sarebbe apparentemente facile parlare della Famiglia, dando come presupposto che questa "solidamente" esista.
La Famiglia sta attraversando un periodo difficile in cui s'intrecciano da sempre crisi e speranze e ciò nonostante continua a rivestire un'importanza fondamentale ed insostituibile nella crescita delle persone e della società.
Il tentativo di ridurre la Famiglia ad una esperienza affettiva privata, di confondere i diritti individuali con quelli propri del nucleo familiare sono solo alcuni degli ambiti in cui è evidente il sovvertimento in atto nella società.
Le istituzioni sociali - scuola, servizi sociali e socio-sanitari, aziende - sono talmente pervase da tendenze autoreferenziali che, per loro, la mediazione familiare diventa sempre più difficile da cogliere, comprendere e soprattutto tenere in considerazione.
Ma poniamoci qualche domanda: il far parte di una Famiglia è rilevante o no per la società (o per il Rotary)? Quali vantaggi derivano per la società (o per il Rotary), dal fatto che le persone siano "Famiglia"? E quali danni derivano, sul lato opposto, dalla crisi della Famiglia?
Le risposte a questi interrogativi, sono evidenti nei molteplici problemi sociali che nascono dal mancato riconoscimento e sostegno delle funzioni di mediazione sociale della Famiglia. E qui vanno citati alcuni sintomi molto evidenti: l'aumento del disagio, del malessere, delle depressioni, delle solitudini, delle tossicodipendenze, dei suicidi fra i giovani e anche tra i meno giovani.
Se la mediazione familiare dovesse essere ulteriormente negata o penalizzata, è certo che andremo incontro a problemi seri e devastanti, poiché le istituzioni pubbliche dovrebbero sobbarcarsi oneri maggiori di quelli attuali e di conseguenza i crescenti bisogni dell'infanzia, dei giovani e degli anziani, senza la presenza della Famiglia, sarebbero ridotte al tracollo.
La Famiglia è il luogo della "socializzazione primaria". Nella Famiglia l'uomo cresce come "Essere in relazione".
Questo "Essere in relazione" è quanto di più importante dobbiamo vivere nella comunità rotariana nei nostri club. E' la vita della Famiglia Rotariana. Proprio il motto del Presidente Internazionale Ray Klinginsmith ci conduce a questa considerazione : Building Community. Se si vuole costruire una convivenza civile umana occorre guardare alla Famiglia e la Famiglia è il ponte per collegare le comunità
La Famiglia aiuta la società a instaurare forme di convivenza civile nella sfera pubblica, garantisce il giusto rapporto tra il singolo e la società, lo aiuta a evitare da una parte l'individualismo che lo isola e dall'altra il collettivismo che lo annulla come persona. Il Rotary è una Famiglia. Ma se la Famiglia muore, muore anche la società e purtroppo anche la Community !
Siamo chiamati oggi a compiti non facili in questa società in continua evoluzione, dove i cambiamenti sociali seguono il mutare della tecnica, le sue applicazioni, dove l'introduzione di certi strumenti (informatica, telecomunicazioni, internet] ci costringe a ridefinire gli stili di vita lavorativi, il tempo libero, i consumi, le relazioni.
E' il tempo della "velocità" dove ognuno di noi accelera a ritmi sempre più forsennati forse alla ricerca di stimoli che ci facciano sentire vivi, protagonisti; un Tempo certamente da non perdere, certamente prezioso, ma finalizzato al fare e al produrre a tutti i costi, dove le relazioni sono intese come strumentali a questo progetto. Non resta insomma tempo per sognare nemmeno per i sentimenti.
Che questi ritmi coinvolgano le relazioni familiari è diventato ormai una costante: basti pensare al poco tempo delle relazioni di coppia o con i figli, parenti, amici e quindi anche al Rotary
Il Rotary che funziona ha una comunità Famigliare attiva, che vive le necessità dei suoi soci, che discute che si arrabbia, ma che ne conosce anche gli interessi, che sa coagulare le aspirazioni. Questo Rotary prova orgoglio a servire altre comunità. Questo Rotary dura nel tempo.
Spesso mi sento dire nelle visite dei club in merito a vergognose assiduità e aridità di programmi: "Sai siamo tutti molto impegnati, staccare dal lavoro per andare al Rotary è spesso impossibile, non siamo in grado di partecipare alle riunioni"!
Non significa nulla tutto questo. Siamo parte di un sistema mentale che ha contaminato profondamente le nostre stesse relazioni, dove la spasmodica corsa al profitto ad ogni costo condita da una buona dose di indifferenza, ha sostituito il piacere dell'incontro, della vicinanza con l'altro. Un sistema in cui tutto appare e si spende attraverso i mass media. I sentimenti vivono il tempo di una farfalla, le emozioni, spesso effimere, trovano legittimità solo se sono forti, se inebriano, se "sballano". Persone che viaggiano con bagaglio leggero, sempre pronte a cogliere al meglio le occasioni che possono dare la felicità; sempre pronte a disfarsi dei vincoli di qualsiasi genere.
Qualche tempo fa lessi un libro abbastanza interessante che preconizzava queste realtà ma che nel titolo aveva il suo più efficace messaggio : "Carriera: vale una Vita?"
Bene voglio girare a voi questa domanda in occasione del Natale dove vi auguro possiate gioire della serenità dei vostri figli, nipotini e amici, dove spero vogliate riflettere sul significato straordinario dell'opportunità di poter contare sui famigliari e sulla comunità degli Amici.
Un sereno Natale e un buon 2011 a Voi ed ai Vostri cari !