Lettera del Governatore
OTTOBRE: MESE DELL'AZIONE PROFESSIONALE
(Vocational Service Month)
Il primo passo
nell'evoluzione dell'etica è
un senso di solidarietà con
altri essere umani.
Albert Schweitzer
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| Nel 1991, Giovanni Paolo II nella sua enciclica Centesimus Annus ha delineato una prospettiva etico-culturale sia dell'impresa che del profitto. Essa coglie, tra l'altro, due aspetti di una semplicità disarmante e, contemporaneamente, di una ricchezza assai profonda. Dell'impresa dice che è prima di tutto e soprattutto una “comunità di uomini”. Del profitto afferma che “è un indispensabile indicatore del buon andamento dell'azienda”, ma non è l'unico. |
| In altre parole il Santo Padre indicava che l'impresa e il profitto, che sembrano essenzialmente e primariamente realtà economiche, non si spiegano con la sola economia nemmeno nei loro aspetti economici. |
| A governare la “comunità di uomini” (dico io) sani, verso un “profitto” indicatore del buon andamento vi è indubitabilmente una sana etica professionale. Quell'etica professionale che è alla base del pensiero di Paul Harris, obiettivo auspicabile per ogni cittadino, ma che per un Rotariano, assume un valore imprescindibile. |
| La professionalità è certamente il patrimonio più importante di ciascuno di noi ed è fuor di ogni dubbio un formidabile strumento di servizio. Professionalità significa, competenza e sapere, ma soprattutto, responsabilità etica. |
| Per noi Rotariani, che ci poniamo al servizio delle comunità, oltre noi stessi, l'etica dovrebbe essere un tutt'uno col nostro essere Uomini, ed i nostri comportamenti dovrebbero sempre dare testimonianza della co-esistenza in ognuno di noi di etica, professione e Rotary. |
| Il ponte da "ri"-costruire oggi è quello della fiducia nell'uomo, delle sue capacità professionali, del suo coraggio di mettersi in gioco con regole nuove, o meglio, regole antiche come il mondo sul sentiero dell'integrità, della chiarezza, della giustizia. |
| Non si diventa Rotariano in base al credo politico o religioso, o all'appartenenza ad un genere o a un'etnia, ma in base alla propria rappresentatività professionale in seno alla comunità locale. La selezione di un Rotariano, recita bene il nostro Manuale di Procedura, “ deve sempre essere il risultato della scelta da parte del club di soci altamente qualificati, che siano in grado di dare un valido contributo alla realizzazione del programma del Rotary.”
Una modesta deroga : come dico spesso nelle mie visite distrettuali e come ho ribadito nella scorsa lettera mensile dedicata alle Nuove Generazioni, mi sono permesso di consigliare ai Club di analizzare l'ammissione di possibili nuovi giovani imprenditori e professionisti principalmente attraverso le loro doti etico-morali, accettando, in presenza di queste, una modesta scommessa sul loro futuro successo professionale. |
| Quindi si prediliga sempre le qualità etico-morali ed il merito, il carattere delle persone e non solo la loro posizione nella scala sociale, ma soprattutto la loro predisposizione al servizio per il Rotary. |
| Il concetto dell'etica è, e deve essere applicabile a tutti i comportamenti umani - etica economica, ambientale, alimentare perché la comunità che dobbiamo ri-costruire chiede queste attenzioni, chiede più responsabilità, e soprattutto più condivisione e partecipazione. |
| Il risultato della poca attenzione che dedichiamo a questo concetto lo abbiamo sotto gli occhi: una società in difficoltà, un politico spesso incapace e sovente corrotto, una gioventù demotivata con un futuro incerto, un ambiente potenzialmente in pericolo e ormai degradato. E per entrare nello specifico della nostra associazione ecco l'assurdo: un amico socio mai disponibile e mai presente, programmi poco efficaci e smaccatamente “dopolavoristici”. |
| Fino a quando siamo disposti a sopportare con colpevole indifferenza tutto questo? Fino a quando vorremo essere i sostenitori di questo ostentato liberismo senza regole? |
| Tu ed il Tuo Rotary Club potreste avere un ruolo importante; Mark Twain diceva tra l'altro: tra vent'anni non sarete delusi delle cose che avrete fatto, ma semmai di quelle che non avrete fatto. |
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